Come funziona la lavatrice?

La lavatrice è una macchina utilizzata per il lavaggio di capi di abbigliamento, lenzuola, biancheria, tessuti in genere. Il processo di lavaggio impiega come mezzo primario acqua in abbinamento a prodotti detergenti.

 

 

 

CENNI STORICI

I primi modelli di macchine meccaniche risalgono alla fine del XIX secolo; come è accaduto per moltissime invenzioni, ci si è inizialmente ispirati a meccanizzare il processo manuale: le prime lavatrici, infatti, furono concepite come macchine atte a "sfregare" i panni, simulando così l'effetto manuale del modo più diffuso di lavare la biancheria. Le macchine così realizzate, il cui movimento fu inizialmente manuale, poi elettrico, presentavano però l'evidente svantaggio di provocare un'usura eccessiva dei panni, nonché risultati di lavaggio decisamente deludenti.

La prima soluzione efficace fu l'adozione dell'agitatore: il principio era quello di forzare la soluzione detergente attraverso le fibre dei tessuti e non di agire meccanicamente su questi. Questa tecnologia è sostanzialmente ancora oggi praticamente la più diffusa nel mondo. I modelli ad agitatore si imposero rapidamente sul mercato, e furono via via dotati di ulteriori funzionalità: resistenze per il riscaldamento dell'acqua, mangani a rulli per la strizzatura della biancheria.

Lo sviluppo di questo modello vide la realizzazione delle cosiddette "twin tub", cioè delle lavatrici a due vasche: una, con agitatore, nella quale si effettuava il lavaggio dei panni, l'altra, con cestello ad asse verticale, dove i panni venivano risciacquati e strizzati per centrifugazione; questo modello è tuttora piuttosto diffuso, soprattutto nei paesi asiatici e africani. Il modello con vasca unica e cestello ad asse orizzontale, tipicamente europeo, non ha invece riscontrato grande successo negli USA.

Dopo la Seconda guerra mondiale, lo slancio industriale che caratterizzò soprattutto l'Europa occidentale vide nascere nuove esigenze e desiderio di benessere. La Germania, che già prima della guerra aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata, che vedeva una decisa scelta per i modelli a cestello ad asse orizzontale. Le lavatrici tedesche, anche prodotte dopo la guerra, erano però caratterizzate da notevoli problemi statici, poiché prive di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l'installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento. Erano però le macchine più evolute esistenti, dotate già di automatismi (timer, pressostato) che ne consentivano il funzionamento in maniera pressoché autonoma. In Italia, invece, si adottò inizialmente il modello americano, con agitatore ad una vasca e mangano per la strizzatura, poi il modello classico a due vasche, via via maggiormente automatizzato a seguito dell’adozione dei timer e delle vaschette per il detersivo separate (per pre-lavaggio, lavaggio, additivi di risciacquo).

Negli ultimi anni, le lavatrici hanno raggiunto la maturità di prodotto e la ricerca si è concentrata principalmente: dal punto di vista tecnico, sulla sempre maggiore automazione ed affidabilità (grazie anche all’odierno utilizzo di microprocessori atti a facilitare l'uso dell’elettrodomestico, migliorando il lavaggio e riducendo l'usura); dal punto di vista ambientale, sull'efficienza energetica (riduzione del consumo di acqua/elettricità e riduzione dell'utilizzo di detersivo). Infine, oltre ai modelli che riconoscono autonomamente tipologia e peso del carico da lavare e in grado di segnalare vocalmente eventuali errori di utilizzo o funzionamento, le lavatrici più all’avanguardia sono anche dotate di porte USB o dispositivi Wi-Fi per essere collegate a sistemi di domotica.

FUNZIONAMENTO

Inseriti i tessuti e chiuso il cestello, la lavatrice, una volta avviata, immette acqua nella vasca (a mezzo di un’elettrovalvola e fino al livello determinato dal pressostato), dapprima  miscelandola con i detergenti precedentemente caricati in delle apposite vaschette e poi (se il programma selezionato lo prevede) riscaldandola, a mezzo di una serpentina controllata da un termostato o da un sensore di temperatura.

Abbinando azione meccanica ed azione chimica, quindi, il movimento rotatorio del cestello (trasmessogli da un motore centrale a mezzo di una cinghia) provvede a rimuovere lo sporco dei capi che si trovano a girare nell’acqua saponata.

Eseguito il lavaggio ed espulsa l’acqua oramai sporca tramite una pompa di scarico, il motore viene alimentato in modo diverso per aumentarne la velocità ed avere così l'effetto "centrifuga”. Una volta che la vasca è di nuovo vuota, l'unità di controllo comincia a ricaricare acqua per effettuare alcuni cicli di risciacquo a freddo, ognuno dei quali è seguito dalla propria fase di scarico e centrifuga, fino alla conclusione del programma selezionato.

Per poter prelevare i panni,infine, bisognerà attendere qualche minuto dall’ultimo giro di centrifuga, un tempo di sistema con il quale l’elettrodomestico garantisce che nessuna parte sia ancora in movimento e, dunque, potenzialmente pericolosa.

CARATTERISTICHE E TIPOLOGIE

Di lavatrici c’è davvero una scelta pressoché infinita. Per iniziare a fare una prima distinzione, bisogna parlare di carica dall’altro oppure di oblò frontale. In genere, la lavatrice più tradizionale con carica frontale è anche di dimensioni maggiori, ed è studiata per essere incastonata tra altri elettrodomestici o mobili, sia in cucina che in bagno. La lavatrice con carico dall’alto, invece, è spesso più piccola, adatta ad ambienti in cui gli spazi sono ridotti al minimo: ideale nei bagni di servizio.

Anche la capacità di carico è una differenza tra i diversi modelli. In media, si propongono lavatrici che possano arrivare ad un massimo di quattro o sei chili di panni, ma la scelta potrebbe anche cadere su quelle che prevedono carichi maggiori o minori.

Un altro parametro che diversifica le tipologie di lavatrici è quello inerente ai giri di centrifuga. Più è elevato questo valore, meno acqua rimarrà nei panni, consentendo un’asciugatura più rapida. Tuttavia, i panni tendono a stropicciarsi e a rovinarsi troppo a giri elevati, per cui attestarsi su un valore medio potrebbe essere più che sufficiente allo scopo. Di solito, le lavatrici con un numero di giri elevato sono indicate per chi ha la necessità di asciugare tutta la biancheria nell’asciugatrice, perché fa risparmiare su quest’ultimo ciclo.

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