Come funziona la lavastoviglie?

La lavastoviglie è un dispositivo idraulico che serve a lavare (e può spesso anche asciugare) stoviglie, pentole e altre suppellettili domestiche di piccole dimensioni.

CENNI STORICI

L'invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire all'inventrice americana Josephine Cochrane, la quale, nel 1886, fece brevettare un'apparecchiatura in grado di proiettare getti d'acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe. In particolare, questa lavastoviglie era formata da una ruota, posta orizzontalmente ed azionata manualmente, su cui erano collocati una serie di scompartimenti (destinati ad accogliere piatti, bicchieri, piattini e tazze) e da una caldaia in rame, posta nella parte sottostante, in grado di spruzzare acqua e sapone sulle stoviglie.

In Europa, e più precisamente in Germania, la prima lavastoviglie azionata con motore elettrico cominciò a diffondersi nel 1929, utilizzata inizialmente solo da bar e ristoranti e, successivamente, anche da ospedali, case di cura, studi medici e laboratori di vetreria.

Solo nel 1977 presero piede le lavastoviglie ad uso domestico, caratterizzate da un basso consumo e con la possibilità di allacciamento all’acqua calda.

Le lavastoviglie con controllo elettronico del lavaggio, poi, iniziano a diffondersi nei primi anni ‘90.

FUNZIONAMENTO

Inserite le stoviglie e i detergenti negli appositi scomparti, scelto il programma di lavaggio adatto e chiuso lo sportello, l’acqua immessa dal sistema centrale (e depurata da un apposito sistema costituito da speciali resine e sale) inizia ad essere riscaldata da una resistenza elettrica. Raggiunta la temperatura prestabilita (generalmente compresa in questa fase tra i 55 e i 65 C°), l’acqua, grazie ad una pompa idraulica, viene spinta verso gli erogatori presenti all’interno della lavastoviglie e, attraversando gli ugelli, viene proiettata sulle stoviglie per ammorbidire lo sporco. La prima fase di lavaggio si conclude con l’apertura automatica dello sportello del detersivo e con la successiva, sempre automatica, erogazione del brillantante, se inserito.

Nella seconda fase del lavaggio, l’acqua in circolo raggiunge una temperatura compresa tra i 65 e gli 85 C°, al fine di eliminare le tracce di detergente e per disinfettare le stoviglie.

Una volta scaricata (tramite una pompa) l’acqua sporca raccolta sul fondo, si conclude il lavaggio ed inizia la fase conclusiva dell’asciugatura delle stoviglie, o mediante una resistenza elettrica o mediante ventilazione con aria calda.

CARATTERISTICHE E TIPOLOGIE

Le lavastoviglie differiscono tra loro soprattutto nelle dimensioni e, di conseguenza, nella quantità di stoviglie che possono accogliere. Una lavastoviglie domestica, in particolare, raggiunge per lo più i 45 – 60 cm di larghezza, gli 80 cm di altezza ed hanno una profondità di 40 – 50 cm circa. Esse sono realizzate in modo tale da poter essere incassate nei mobili della cucina ed occupare, quindi, pochissimo spazio (riuscendo così anche nell’intento di ridurre ulteriormente il grado di rumorosità dell’elettrodomestico stesso).

In base alle caratteristiche tecniche, le lavastoviglie si differenziano anche per il consumo elettrico, il consumo dell’acqua e il numero di cicli di lavaggio. In particolare, esistono modelli di lavastoviglie che consentono di adattare il lavaggio a seconda dello sporco e del tipo di stoviglia. I modelli più professionali hanno addirittura una particolare opzione che consente di regolare, tramite impulsi elettronici, la quantità di acqua. Per risparmiare tempo ed energia è indispensabile, comunque, regolare le diverse modalità di lavaggio a seconda della quantità e della qualità di stoviglie da lavare. Solitamente, inoltre, ad una maggiore avanguardia dal punto di vista tecnico corrisponde anche un minor grado di rumorosità.

Comparare l'efficienza della lavastoviglie e del lavaggio a mano è molto difficile perché il lavaggio tradizionale può cambiare drasticamente da persona a persona. E’ quantomeno verosimile che la lavastoviglie usata a pieno carico consuma una minore quantità d’acqua rispetto al più efficiente lavaggio a mano, mentre il relativo consumo di energia dipende dalla tecnica di lavaggio a mano e dal numero di stoviglie per carico (piccoli carichi favoriscono ancora il lavaggio a mano). Inoltre, andrebbero sempre e comunque tenuti in considerazione, non sottovalutandoli, i costi associati alla produzione e allo smaltimento della lavastoviglie o del costo del possibile incremento del grado di usura dei piatti (causato anche dagli aggressivi agenti chimici presenti nei detergenti).

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